
Gestione dei rifiuti nel settore estetico: cosa cambia con la nuova legge sugli smalti e gel
Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2025/877, che vieta l’uso di alcune sostanze contenute negli smalti e nei gel per unghie (come TPO – Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide e DMTA – Dimethyltolylamine), non si parla solo di sicurezza cosmetica, ma anche di corretta gestione dei rifiuti.
Per i centri estetici, infatti, la novità più importante è che i prodotti non conformi non possono semplicemente essere gettati via: diventano rifiuti speciali o pericolosi, e vanno smaltiti secondo precise regole ambientali.
Quando uno smalto diventa “rifiuto”
Dal 1° settembre 2025, tutti i prodotti che contengono sostanze vietate non potranno più essere utilizzati né detenuti a scopo professionale.
Questo significa che:
- gli smalti, gel UV, primer, basi e top coat con TPO o DMTA non possono essere impiegati su clienti;
- le scorte rimaste in magazzino diventano rifiuti speciali da smaltire;
- anche residui di prodotto, flaconi parzialmente pieni, contenitori sporchi o pennellini contaminati rientrano nella stessa categoria.
Non si tratta quindi solo di buttare “qualche boccetta vecchia”: questi materiali devono essere trattati come rifiuti chimici cosmetici.
Classificazione dei rifiuti: perché sono “speciali”
Gli smalti e i gel contenenti sostanze vietate possono rientrare tra i rifiuti pericolosi, perché potenzialmente nocivi per la salute e per l’ambiente.
A livello operativo, i centri estetici devono considerarli:
- rifiuti speciali non sanitari, prodotti da attività artigianali;
- rifiuti pericolosi se contengono sostanze classificate come tossiche, infiammabili o CMR (come TPO e DMTA).
Esempi di codici CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) comunemente applicati:
- 16 03 05* → rifiuti organici contenenti sostanze pericolose;
- 15 01 10* → imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose.
Cosa non si può fare
Molti centri estetici, per ignoranza o abitudine, commettono errori comuni:
- ❌ Gettare gli smalti nel secco residuo o nei bidoni comuni;
- ❌ Versare i residui nel lavandino o nei WC;
- ❌ Bruciare, travasare o diluire i prodotti;
- ❌ Consegnarli a chi non è autorizzato al trasporto di rifiuti pericolosi.
Ognuno di questi comportamenti è vietato per legge (D.Lgs. 152/2006 – “Testo Unico Ambientale”) e può comportare sanzioni amministrative o penali, oltre a rischi per l’ambiente e la salute.
Come gestire correttamente i rifiuti cosmetici
Ecco la procedura consigliata per mettersi in regola e garantire una gestione corretta:
Fase 1 – Identificazione
- Verifica l’INCI di tutti i prodotti per unghie: se contengono TPO o DMTA, diventano automaticamente non conformi.
- Riponili in un contenitore separato e chiuso, con etichetta “Rifiuti cosmetici con sostanze vietate – per smaltimento”.
Fase 2 – Stoccaggio temporaneo
- Conserva i prodotti in un luogo dedicato, ventilato e lontano da fonti di calore.
- Evita di accumularli per lunghi periodi: la normativa consente uno deposito massimo di 1 anno.
Fase 3 – Ritiro e smaltimento
- Contatta una ditta autorizzata all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, Categoria 5 “Rifiuti pericolosi”.
- In alternativa, verifica se il fornitore offre un servizio di ritiro dei prodotti non conformi (obbligo morale e, in certi casi, contrattuale).
- Pretendi sempre il Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR), che certifica la presa in carico e la destinazione finale.
Fase 4 – Archiviazione documentale
- Conserva per almeno 3 anni i documenti di smaltimento (formulari, ricevute, fatture).
- Anche se il centro è un’attività artigianale con semplificazioni burocratiche, questi documenti sono la prova di regolarità ambientale in caso di controlli.
Buone pratiche per ridurre i rifiuti
La nuova normativa può diventare un’opportunità per rendere il tuo centro più sostenibile.
Ecco alcune strategie utili:
- Scegli prodotti “TPO-free” e a basso impatto ambientale, con certificazioni eco o nickel-tested.
- Acquista formati più piccoli, per ridurre sprechi e scadenze.
- Riutilizza i flaconi vuoti, se puliti correttamente e non contaminati da residui pericolosi.
- Forma il personale sulla lettura delle etichette e sull’uso di DPI (guanti, mascherine) anche durante la gestione dei rifiuti.
- Organizza raccolte periodiche con altri centri estetici per condividere i costi di smaltimento.
Le sanzioni
Chi non rispetta le regole sullo smaltimento dei rifiuti rischia:
- multe da 2.600 a 26.000 euro (art. 256 D.Lgs. 152/2006);
- sospensione dell’attività in caso di recidiva o gestione abusiva di rifiuti pericolosi;
- denuncia penale per abbandono o smaltimento illecito di sostanze tossiche.
Essere in regola non è solo un obbligo, ma anche una tutela per la reputazione e la sicurezza della tua attività.
Conclusione
La gestione dei rifiuti nel settore estetico entra in una fase nuova: con il divieto di alcune sostanze chimiche negli smalti e nei gel, anche le estetiste devono adottare procedure di smaltimento corrette, tracciabili e sicure.
Un piccolo cambiamento organizzativo oggi può evitare problemi legali domani — e contribuire a un futuro più sano per operatori, clienti e ambiente.