Lo scorso 9 agosto 2025 è entrato in vigore il Decreto-Legge 8 agosto 2025, n. 116, che ha introdotto importanti – e incisive – modifiche al sistema sanzionatorio in materia di rifiuti.
Si tratta di una riforma che non si limita a intervenire sul Codice dell’Ambiente, ma che modifica profondamente anche il Codice Penale, il Codice di Procedura Penale, il Codice della Strada, la Legge Antimafia, le norme sul crimine organizzato e persino la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (D. Lgs. 231/2001).
Le principali novità
Il nuovo decreto prevede:
- un aggravamento delle sanzioni per violazioni in materia di gestione, abbandono e tracciabilità dei rifiuti;
- l’estensione delle responsabilità penali a rappresentanti legali, amministratori, direttori e a chiunque eserciti, anche di fatto, funzioni di gestione o controllo;
- l’introduzione di strumenti investigativi tipici dei reati più gravi, come operazioni sotto copertura, arresto in differita e ampliamento dell’uso delle intercettazioni;
- un sistema di sanzioni accessorie che può portare a sospensioni di patenti, autorizzazioni, iscrizioni all’albo, nonché a confische.
In pratica, anche una semplice disattenzione o irregolarità formale può tradursi in conseguenze molto pesanti per le imprese.
Cosa significa per le aziende
La gestione dei rifiuti diventa, dal 9 agosto, un ambito ad alto rischio penale e amministrativo. Per evitare di incorrere in sanzioni, è oggi più che mai necessario:
- rivedere gli assetti organizzativi;
- adottare modelli di organizzazione e gestione capaci di prevenire i reati, inclusi quelli ambientali;
- verificare la reale efficacia dei sistemi di vigilanza e controllo interni.
Non si tratta di meri adempimenti burocratici: la mancata attenzione può compromettere non solo la solidità aziendale, ma anche la libertà personale degli amministratori e dei responsabili.
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In conclusione, il Decreto-Legge 116/2025 segna un cambio di passo drastico: la gestione dei rifiuti non è più solo una questione amministrativa, ma può diventare terreno di indagine penale. Prepararsi è fondamentale: conoscenza, organizzazione e formazione sono oggi gli strumenti principali per proteggere la propria azienda.